C’era una volta il Bar Italia. Prima delle boutique di moda, prima delle piazze sociali del web. Un luogo, decine di storie. Lì, al posto di gonne e abiti di satin, camerini dove fare i conti con centimetri di troppo e vetrine davanti a cui soffermarsi e lasciar correre l’immaginazione, c’era il brusio del chiacchiericcio quotidiano, il sottofondo sonoro dei piattini da caffè sul bancone e lo sbattere energico del portafiltri.

Il Bar Italia si erge nella storia empolese come un pilastro della quotidianità cittadina. Tanto che la compagnia di Giallomare lo include nel 2011 all’interno dello spettacolo “Come eravamo” dedicato al passato prossimo empolese tra boom economico e fine anni Ottanta.

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P.G. Porciatti, M. Ristori, C. Rovini, “Immagini di Empoli 1895 – 1945″, a cura dell’amministrazione comunale

Lo storico esercizio rimase aperto fino agli anni Ottanta e per anni è stato uno dei principali luoghi di ritrovo per gli empolesi che abitavano in centro e qui si incontravano durante la giornata. Andando indietro nel tempo per scavare nella memoria storica degli empolesi, si coglie il significato di un luogo che era molto più di un semplice bar per l’intera città.

Luogo di ritrovo, di incontri, di chiacchiere e di osservazione del tram tram cittadino. Sono lontani i tempi delle piazze digitali create dai social network: il dibattito cittadino nasce e si sviluppa nelle piazze e…nei bar.

Prima del Bar Italia

Andando ancor più indietro nel tempo, arriviamo nel XVI secolo. Come si legge nel portale Della Storia di Empoli, dai documenti storici emerge l’esistenza di un Magazzino del Sale Rosso, preesistente a quello del Sale dove oggi è situato il Museo del Vetro. Il fondo era al piano terra situato in Via del Giglio e vicinissimo all’incrocio con Via Ridolfi, occupando una parte dei locali che una volta costituivano il fondo del Bar Italia.

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La parola a voi

Che ricordo custodite del Bar Italia? Cosa ha rappresentato per voi? Scriveteci a dimmi@ediempoli.eu, siamo felici di raccogliere le vostre testimonianze e mantenere viva la memoria dei luoghi storici della città.

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Chi ha scritto il post

Brenda Gatta

Laureata in Comunicazione Media e Giornalismo all'Università di Firenze e specializzata alla London School of Journalism, mi occupo di comunicazione e travel writing. Amo la fotografia, dal selfie al cavalletto e senza filtri, ad eccezione del bianco e nero. Mi piace la pioggia, l'odore dei libri nuovi e ho una chitarra, che prima o poi imparerò a suonare. Nel frattempo ascolto i Beatles, leggo fumetti, guardo film imprevedibili e mi perdo nelle mostre d'arte in cerca di ispirazione.