Giovanni Boccaccio è stato un poeta e scrittore italiano nato e morto a Certaldo.
Ma chi era davvero Giovanni Boccaccio?

Il Certaldese

Giovanni Boccaccio nacque a Certaldo il 16 giugno 1313 da una relazione extraconiugale: da Boccaccio di Chiellino, mercante fiorentino, e una donna di umilissime origini.

[Curiosità: se è certo che l’anno di nascita dello scrittore sia il 1313, meno certi sono i natali; Vittore Branca, famoso studioso, sostiene che il luogo fisico della nascita di Boccaccio sia Firenze e non Certaldo. Fino a poco tempo fa si pensava che fosse nato addirittura a Parigi.]

Dopo i primi anni di studio in Toscana e un breve tirocinio a Firenze, il padre, che desiderava che il figlio diventasse un mercante, secondo la tradizione familiare, lo portò con sé a Napoli dove visse per svariati anni; qui intraprese gli studi dei classici latini e della letteratura cortese francese e italiana, diventando colto ed entusiasta. L’esperienza in una città come Napoli lo cambiò radicalmente e quando tornò a Firenze negli anni ’40, a causa di un tracollo finanziario, il suo stato d’animo si rabbuiò e cercò di evadere dal capoluogo toscano frequentando le corti romagnole.

Tornò a Firenze in tempo per assistere alla morte del padre e alla peste che dilaniò la città, rimanendo anche negli anni successivi per amministrare il patrimonio e iniziando a partecipare alla vita pubblica e culturale di Firenze. Gli ultimi anni li trascorse a Certaldo, muovendosi di rado anche a causa della sua salute precaria.

[Curiosità2: Petrarca e Boccaccio amicizia e stima. Boccaccio ammirava molto l’opera di Petrarca che iniziò a studiare già a Napoli negli anni ‘40; dopo uno scambio epistolare nel 1350, lettere giunte fino a noi, i due umanisti si conobbero personalmente e successivamente s’incontrarono ancora 4 volte. Nacque un rapporto profondo che crebbe con il passare degli anni.]

Boccaccio morì il 21 dicembre 1375, tra dolori fisici e vuoti incolmabili lasciati dall’amico Petrarca. Fu sepolto nella chiesa dei Santi Iacopo e Filippo, edificio romanico situato nella parte alta di Certaldo.

decameron
www.umbertocantone.it

Il Decameron in Toscana

Boccaccio è conosciuto principalmente per il Decameron, capolavoro indiscusso della letteratura italiana; sono citati circa 160 luoghi tra Firenze (“egregia città di Fiorenza”), citando ripetutamente le sue chiese, i suoi fiumi, i suoi palazzi e le sue vie, Lamporecchio, Altopascio, Certaldo (ovviamente) e coinvolgendo anche ambienti come il Mugello, la Maremma e la Lunigiana.

Nonostante non manchino riferimenti a luoghi anche fuori dalla Toscana, il Decameron, che affronta temi importanti e anche scomodi per il tempo, è anche un piccolo giro del mondo raccontato nelle 100 novelle dal gruppo di giovani fuggito dalla peste nera di Firenze e rintanati sulle colline fiorentine.

[Curiosità3: Boccaccio usava firmarsi con “Johannes de Certaldo”. Sempre secondo lo studioso Branca, questo indica le origini, la patria della famiglia, ma non necessariamente il luogo di provenienza…]

Una visita a casa di Boccaccio

A Certaldo Alto si trova la casa del poeta. Nonostante il crollo dell’edificio durante la seconda guerra mondiale, la casa è stata ricostruita fedelmente e, durante i lavori, sono state ritrovati oggetti rari e particolari che testimoniano la vita dell’antichità; inoltre, si possono ammirare preziose edizioni del Decameron. Ne abbiamo parlato qui nella nostra rubrica “Turista a casa tua”.

casa boccaccio_certaldo

Info utili

Casa del Bocaccio:
Orari
Alta stagione (aprile / ottobre):
Tutti i giorni: 9.30 – 13.30 / 14.30 – 19.00Bassa stagione (novembre / marzo):
Tutti i giorni: 9.30 – 13.30 / 14.30 – 16.30. Chiuso il martedì
Durante l’anno potrebbero essere effettuate aperture straordinarie
www.casaboccaccio.it

Fonti:
www.latoscanadiboccaccio.it;
it.wikipedia.org;

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Giulia Farsetti

Nata nel 1989, sono laureata in Cinema Musica e Teatro e attualmente mi divido fra le mie varie passioni, sperando e cercando di farne, almeno di qualcuna, professione ufficiale. Avrei gradito la presenza di un centinaio di cloni per diventare surfista, astronauta, venditrice di zucchero filato, lettrice professionista e la lista potrebbe non terminare mai… Invece, al momento, mi dedico a tutto ciò che ha a che fare con l’arte: film, libri, arte contemporanea, organizzazione eventi, per diventare, chissà quando e chissà dove, una curatrice, una giornalista, una critica (e anche in questi caso, la lista potrebbe non terminare mai).