<<Di dove sei?>>
<< Di Empoli>>

In un mondo perfetto, all’empolese basterebbe questa risposta per far capire da dove provenga, parlando col proprio interlocutore. Magari! Personalmente quasi mai mi son potuto fermare a quelle due paroline. Oserei dire che Empoli fa capire subito se una persona ha una buona cultura geografica o no.

Ho vissuto a Roma per 3 anni e da un buon 50% di quelli a cui ho detto “sono di Empoli, una cittadina in provincia di Firenze” mi son sentito dire: “Ah! Empoli, come no! Ma non fa provincia?”.
Bene, da una parte un empolese potrebbe sentirsi orgoglioso che qualcuno si aspetti che la tua città sia una provincia mentre in realtà è solamente comune. Dall’altro realizzi che chi hai di fronte o non ha mai studiato le province (né alle elementari né alle medie) oppure non si è mai portato l’atlante d’Italia quando andava a fare la cacca. Delle due, forse la seconda è la peggiore.

toscana

Ma i problemi non si fermano alla posizione geografica. Dopo la decima volta ci fai l’abitudine, ma ce n’ho messo di tempo a non correggere più le persone che ti rispondono con Èmpoli invece di Émpoli. La “e”, si sa, è chiusa. Andrebbe spiegato anche a Trenitalia.

Ma veniamo ai motivi di fama. Non sono poi tantissimi (almeno quelli che ho incontrato io viaggicchiando), ma siamo sopra l’1 ogni 10.000 abitanti. Ci possiamo accontentare.

1) L’Empoli F.C

Su tutti, c’è la squadra di calcio. L’Empoli FC è sempre rimasta simpatica a tutti.
Sarà perché l’azzurrino chiaro rimane più impresso in mente (mah!) o perché le squadre che schierano parecchi giovani sono più stimate, fatto sta che io girovagando un po’ per l’Europa ho incontrato gente che aveva una chiarissima idea di come fosse fatta la maglia dell’Empoli. Gente che non aveva la più pallida idea di dove si trovi Empoli, ma che sapeva (quasi) perfettamente la formazione media schierata nell’ultimo campionato. Non mi scorderò mai del mio primo giorno di Erasmus a Madrid. Parlo con un compagno di corso di Singapore; mi presento, dico che sono di Empoli e lui mi fa: <<Empoli! Ah, Vannucchi, Vannucchi!>>. Stavo per svenire. A parte lui, la lista potrebbe continuare con arabi, islandesi, brasiliani e faroesi (si esatto, delle Far Oer). Chiamiamola “fama indiretta”, ma che ce ne frega, ci conoscono in tutto il mondo.
Magari bisognerebbe spiegare a qualche commentatore sportivo italiano che noi siamo empolesi e non empoletani, ma vabbè.

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Photo Credits: www.empolicalcio.net

2) La “E” di Empoli

In parecchi ci conoscono per questo. Siamo molto utili a telefono, quando c’è da dire il nome di una via, o un cognome. Ce la battiamo con Eboli, ma la regina dello spelling della “e” è la nostra Empoli. Sicuramente.

3) La Sammontana

Forse qualche credito va alla squadra di calcio, ma in parecchi sanno che la Sammontana è di Empoli. Personalmente mi fa parecchio piacere, dato che ormai è rimasta l’unica azienda italiana nel mercato del gelato che incredibilmente riesce a dar battaglia a multinazionali come Unilever (Algida) e Nestlè (Motta). Avanti così (anche se mi hanno tolto di produzione il Pando, il gelato più buono del mondo).

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Photo Credits: Sammontana

4) Ferruccio Busoni

Fino ad ora, una sola volta mi è capitato di parlare con uno straniero che conoscesse Ferruccio Busoni: una compagna di classe di Copenhagen, che ovviamente non sapeva che fosse di Empoli; ma almeno lo conosceva. Di italiani che lo conoscano? Zero (per quanto mi riguarda).

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Photo Credits: Wikimedia Commons

5) Il Pontormo

Forse non tutti sanno che a Londra, nella National Gallery, c’è una sala dedicata al Pontormo.
Che poi nemmeno i custodi del museo sapessero dove si trovasse sono dettagli. La trovammo da soli.

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Photo Credits: National Gallery

Se avete esperienza di altri motivi di notorietà, per favore, commentate!

Un saluto dal Grande Nord.

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Chi ha scritto il post

Marco Dicuio

Empolese girovago, attualmente vivo a Copenaghen (per quanto, chi lo sa?). Dopo 19 anni di Empoli ho deciso che mi stava stretta! Ho studiato 3 anni a Roma, per 5 mesi a Madrid e adesso Copenaghen. Mi stuzzica l'idea di rimanere in contatto con la mia base di partenza contribuendo dal profondo nord. Nella vita ho un obiettivo: trovare il primo straniero che conosca Empoli senza essere appassionato di calcio, e non smetterò di viaggiare finché non ci riesco!