Primo esperimento riuscito!

Venerdì 24 giugno alla Torre dei Sogni, ai confini tra Empoli e Montespertoli, si è tenuto il primo di una serie di interventi dedicati a Gino Terreni.

Gino Terreni: alla scoperta del “nostro” artista

Gino Terreni nasce a Empoli nel 1925 da una famiglia di coltivatori; si avvicina al mondo dell’arte, ma la seconda guerra mondiale incombe ed è costretto a interrompere gli studi. Dopo l’armistizio, Terreni diventa partigiano ed entra nella brigata “Arno”, organizzando numerose azioni.

[Curiosità: da giovane Gino Terreni si dilettava a disegnare e dipingere proprio alla Torre e nelle sue incantevoli vicinanze… “come un novello Giotto”.]

Una volta terminata la guerra, riprende gli studi a Firenze per poi dedicarsi all’insegnamento. La sua esperienza durante la guerra lo ha condizionato nel modo di vivere di pensare e soprattutto di esprimersi: nonostante la sua passione anche per l’azienda agricola che ha gestito nel corso della sua vita, ha dipinto con numerose tecniche di pittura, e scolpito qualcosa come 7-8 mila opere, come ricorda Leonardo Terreni, figlio dell’artista.

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[Associazione Culturale “Archivio Gino Terreni”: Gino Terreni è scomparso il 28 novembre 2015 a 90 anni e la neonata associazione si pone come obiettivo quello di divulgare non solo la memoria e le opere di Terreni, ma anche di sensibilizzare i giovani alla violenza e allo scempio delle guerre di tutte i tempi.]

L’arte di raccontare la vita

Il progetto, nato da un’idea di Leonardo Giovanni Terreni, che vede coinvolti Plantago e l’Associazione Archivio Gino Terreni, di cui lo stesso Leonardo è fondatore e presidente, è articolato in più fasi: quello che si è tenuto sabato è il debutto, un primo riscontro con il pubblico che ha avuto la possibilità anche di esprimere il proprio parere e le proprie opinioni a fine serata, in modo che lo spettacolo sia il più possibile interessante e fruibile a tutti, soprattutto ai giovani. Perché, tra i vari modi per ricordare Gino Terreni, c’è proprio quella di portare l’artista empolese direttamente nelle scuole per sensibilizzare i più giovani sulle problematiche della guerra grazie ad aneddoti raccontati da Leonardo e Gilberto Colla, che ne ha curato l’elaborazione per la scena, sul palco. Tra effetti sonori, musiche, proiezione delle opere più significative dell’artista e sorrisi, ripercorriamo la vita di Gino Terreni, concentrandosi particolarmente sui tragici fatti della seconda guerra mondiale, della Resistenza e, come sottolineato dallo stesso Leonardo, anche dei bombardamenti a Sarajevo, “che ne condizionarono l’esistenza e le opere”.

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La scenografia ideale

Come punto di riferimento di questo primo evento è stata scelta la Torre dei Sogni, luogo suggestivo immerso nella campagna toscana. Scenografia naturale del palco e del piccolo “anfiteatro”, creato con materiale di recupero, la Torre dei Sogni è stata sicuramente la scelta più naturale, proprio perché in questa zona Terreni ha vissuto e amava lasciarsi ispirare.

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[curiosità: come mai Torre dei Sogni? Perché nel dopo guerra gli empolesi innamorati venivano fin quassù per dichiararsi amore eterno…]

I primi insediamenti, secondo gli studi archeologici, risalgano al VIII secolo A.C: ci sono tracce etrusche e romane e, nel corso dei secoli, è passata per mano dei Conti Ravegnati, dei Conti Alberti e dei Conti Guidi.

Buona la prima! 😉

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Foto: Enrico Zarri

Fonte:
ginoterreni.it;
wikipedia;
Plantago Associazione Culturale

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Chi ha scritto il post

Giulia Farsetti

Nata nel 1989, sono laureata in Cinema Musica e Teatro e attualmente mi divido fra le mie varie passioni, sperando e cercando di farne, almeno di qualcuna, professione ufficiale. Avrei gradito la presenza di un centinaio di cloni per diventare surfista, astronauta, venditrice di zucchero filato, lettrice professionista e la lista potrebbe non terminare mai… Invece, al momento, mi dedico a tutto ciò che ha a che fare con l’arte: film, libri, arte contemporanea, organizzazione eventi, per diventare, chissà quando e chissà dove, una curatrice, una giornalista, una critica (e anche in questi caso, la lista potrebbe non terminare mai).