Prima di un concerto a Pescara, ho incontrato Marco Seri e alcuni membri della BadaBimBumBand, una street band unica nel suo genere formata da fiati e percussioni e fondata dall’empolese Sandro Tani.
Simpatici, alla mano, spassosi e interessanti, mi sono divertita a fargli un paio di domande sulla loro storia…

Come nasce il progetto BadaBimBumBand?

È un po’ romantico da dire, ma nasce per caso. Nel 2005 a Mercantia a Certaldo avevano bisogno di qualcuno, o qualcosa, per intrattenere le persone alla funivia che portava alla festa a Certaldo Alto. Chiesero aiuto a Sandro Tani, docente di sax, fra le altre scuole, del CAM di Empoli e Sandro decise di portare gli allievi più giovani; da quella sera, da quando Alessandro Gigli (direttore artistico di Mercantia, ndr) ci ha notato, siamo diventati la prima street band di questo genere e non ci siamo più fermati. Nell’inverno del 2005-2006 ci affiancò Italo Pecoretti e con la sua regia abbiamo creato il primo spettacolo: “Bandita”.

badabimbumband-mercantia

Infatti, “Bandita” è il vostro primo spettacolo, ma ci sono anche altri show…

Sì: “Wanna gonna show” è uno spettacolo nato nel 2009 e abbiamo vinto il concorso internazionale di street band nei Paesi Baschi in Spagna e ci siamo aggiudicati anche il premio del pubblico… ci ha fatto molto piacere, considerando anche la particolarità del pubblico basco! E l’ultimo spettacolo è “Opus Band”; da ogni spettacolo sono nati altrettanti cd e li portiamo a giro per l’Italia e per l’Europa.

Di quante date parliamo?

Eh, considera 70-75 date l’anno… quindi creare nuovi spettacoli nasce proprio dall’esigenza di rinnovarsi ogni volta. Siamo soddisfatti di tutti e tre gli spettacoli perché ognuno è diverso e con caratteristiche particolari che ci permette di esprimerci, sempre con il nostro stile, in qualsiasi occasione e a seconda delle esigenze.

badabimbumband-empoli

Ma veniamo alla domanda che tutti aspettano: com’è stata l’esperienza a Tú sí que vales?

È stata un’esperienza rilassata, indipendentemente dal fatto che stavamo per andare in tv. Siamo partiti da Empoli alle 4 di notte e in mattinata eravamo già a Roma dove abbiamo fatto un paio di prove con gli autori e nel primo pomeriggio abbiamo registrato davanti ai giudici e a Mara Venier. Alle 16 era già finito tutto e siamo rientrati a Empoli.

Indipendentemente dalla bellissima esperienza a Tú sí que vales, e indipendentemente da com’è andata a finire, ci siamo divertiti, come ci capita ogni volta che suoniamo.

E siete rimasti voi stessi…

Quello sempre! Siamo rimasti umili ed è quello che ci contraddistingue. Ci capita di partecipare a programmi televisivi, ma anche di andare a suonare alla sagra della castagna, di andare nei posti dove prima si suona e poi si va a mangiare tutti insieme e ci si sente a casa… Insomma, si va a letto da rock star e ci si sveglia da brodi!

3 aggettivi per descrivervi.

Allora, prima di tutto originali, perché quello che facciamo è diverso da tutto ciò che circola ed è proprio questo il nostro valore, proprio perché i nostri spettacoli sono una cosa unica.
Poi semplici, onesti e genuini, un po’ alla Bobo Rondelli.
Ma anche professionali perché rispettiamo gli impegni presi e diamo sempre il massimo.


Una street band unica e originale, quindi, che si lega indissolubilmente a Empoli: per le origini al CAM, per la registrazione di “Opus Band”, avvenuta all’auditorium del Liceo Pontormo, per i componenti che ne fanno parte.
Noi li continueremo a seguire, in tv, nelle manifestazioni, per le strade, ovunque! 😉

Commenti

commenti

Chi ha scritto il post

Giulia Farsetti

Nata nel 1989, sono laureata in Cinema Musica e Teatro e attualmente mi divido fra le mie varie passioni, sperando e cercando di farne, almeno di qualcuna, professione ufficiale. Avrei gradito la presenza di un centinaio di cloni per diventare surfista, astronauta, venditrice di zucchero filato, lettrice professionista e la lista potrebbe non terminare mai… Invece, al momento, mi dedico a tutto ciò che ha a che fare con l’arte: film, libri, arte contemporanea, organizzazione eventi, per diventare, chissà quando e chissà dove, una curatrice, una giornalista, una critica (e anche in questi caso, la lista potrebbe non terminare mai).