È una delle mete italiane meno visitate ma ha tutte le carte in regola per essere annoverata tra le mete turistiche di rilievo. Ma secondo una ricerca è una delle mete più ingiustamente snobbate d’Italia. Colle Val d’Elsa, ricca di storia e arte, si trova a solo un’ora da Empoli. Una ragione in più per visitarla e privarla di un primato così poco lusinghiero!

Il borgo

Secondo la ricerca realizzata da Avis, il borgo sarebbe del tutto ignorato dall’enorme flusso di visitatori che ogni giorno si riversa in Toscana: Colle ha infatti conquistato un posto nella “Top 10 delle mete da sogno più ingiustamente snobbate dai social” dell’azienda di autonoleggio (Avis Untrending). Secondo la ricerca il borgo rientra tra le mete più interessanti e al contempo di nicchia più snobbate nel mondo, tutte quante a pochi chilometri di distanza da alcuni dei centri turistici più popolari del mondo. La ricerca del portale di autonoleggio ha combinato i dati di viaggio delle vetture Avis con il numero di citazione dei vari luoghi su Facebook, Twitter e Instagram, andando così a stilare la lista delle mete da scoprire e promuovere maggiormente.

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Foto: www.collevaldelsa.com

Perché visitare Colle val d’Elsa

Il paese, arroccato su un poggio, si divide in una parte antica e una più moderna a valle. Le vallette che lo contornano di fatto ne tripartiscono il tessuto urbano diviso anticamente in “Piano”, “Borgo” e “Castello” oggi semplificati in Colle bassa e Colle alta. Il borgo vanta importanti ritrovamenti archeologici risalenti anche al IV millennio a.C., tra cui numerose testimonianze etrusche. Una delle peculiarità architettoniche che noterete visitando il borgo è costituita dalle case-torri, che contribuiscono a rendere il profilo di Colle Val d’Elsa alquanto caratteristico. Tra quelle rimaste, una si fa notare in modo particolare tanto da emergere sulle altre: è la casa-torre di Arnolfo di Cambio, dove l’artista è nato intorno al 1245. Nelle vicinanze potrete trovare il Baluardo, bastione difensivo situato alla fine del Castello – ossia la città vecchia – che domina dall’alto della sua imponenza la valle inferiore e le colline del Chianti.

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Il dettaglio

Per accedere al Baluardo e quindi al Castello, nel 2006 è stato inaugurato un impianto di risalita che collega la parte bassa della città (da via Meoni) al colle. L’impianto, realizzato con la consulenza dell’architetto francese Jean Nouvel, consente di superare un dislivello di 40 metri con l’uso di ascensori, che scorrono in un tunnel verticale effettuando la corsa in 35 secondi. Se scegliete di utilizzare questo servizio salendo dal paese basso, soffermatevi all’ingresso: l’accesso agli ascensori è stato realizzato riutilizzando un vecchio rifugio antiaereo risalente alla seconda guerra mondiale. L’impianto è gratuito e aperto 24 ore su 24.

Il 15% del cristallo mondiale si produce qui

Colle Val d’Elsa è famosa per la produzione di oggetti in cristallo, a cui è dedicato il Museo del Cristallo allestito in uno spazio sotterraneo nell’area che un tempo era occupata da una delle fornaci dell’ottocentesca fabbrica di Cristallerie e Vetrerie Schmidt (l’ex vetreria Boschi). Secondo i dati diffusi dallo stesso Museo, oggi nel borgo colligiano si produce il 95% di tutto il cristallo d’Italia e quasi il 15% di quello mondiale. Le diverse sezioni ricostruiscono il percorso compiuto dall’industria vetraria colligiana dal 1820, anno dell’impianto della prima fornace, fino alla piena realizzazione del cristallo al piombo avvenuta nel 1963, presentando esempi di produzione preindustriale e reperti vitrei risalenti al XIV-XV secolo.

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Chi ha scritto il post

Brenda Gatta

Laureata in Comunicazione Media e Giornalismo all'Università di Firenze e specializzata alla London School of Journalism, mi occupo di comunicazione e travel writing. Amo la fotografia, dal selfie al cavalletto e senza filtri, ad eccezione del bianco e nero. Mi piace la pioggia, l'odore dei libri nuovi e ho una chitarra, che prima o poi imparerò a suonare. Nel frattempo ascolto i Beatles, leggo fumetti, guardo film imprevedibili e mi perdo nelle mostre d'arte in cerca di ispirazione.