Ci allontaniamo da Empoli per portarvi alla scoperta di Pistoia, capitale della cultura 2017, al sesto posto nella top 10 delle città “Best in Travel 2017″ della guida Lonely Planet.

Pistoia, distante circa un’ora da Empoli, è una delle città più belle della regione ma al tempo stesso tra i capoluoghi meno conosciuti dai toscani stessi. Se la visitate per la prima volta non potrete che esserne colpiti, sopra e…sotto!

Dalla Sala al Duomo

Raggiunto il cuore della città, potete iniziare la visita da Piazza della Sala, detta anche “la sala”. Questo piccolo salottino a cielo aperto è forse la piazza più suggestiva della città oltre a essere una delle più antiche. Il nome proviene dall’epoca longobarda, quando qui si trovava il palazzo dell’amministrazione pubblica, il Palazzo del Gastaldo, ossia il funzionario che durante la dominazione longobarda governava in rappresentanza del re. Con la costruzione del Palazzo degli Anziani in età comunale il centro politico si spostò in Piazza del Duomo: la Sala divenne il luogo degli scambi e del commercio, funzione che ancora oggi mantiene.

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Piazza della Sala. (Credits: Alex Barrow)

Sopra l’architrave del pozzo, nel 1529 fu posto un leoncino in pietra arenaria con la zampa sinistra sullo stemma a scacchiera della città sopra il pozzo: la scultura rappresenta il Marzocco fiorentino, cioè il dominio di Firenze su Pistoia.

Poco distante dalla Sala, sorge la Cattedrale San Zeno, struttura in stile romanico imponente ed elegante, fasciata da linee marmoree nere e bianche. Costruita in piena epoca medievale, fu nuovamente ricostruita nel XIII secolo dopo essere stata devastata da due incendi, per poi passare da ulteriori interventi nell’epoca moderna. L’esterno risale al XIV secolo, mentre l’interno a tre navate è originario del Trecento abbellito a sua volta da affreschi seicenteschi e numerosi quadri.  L’altare di San Iacopo – realizzato tra il 1287 e il 1456 e a cui lavorò anche Filippo Brunelleschi – è un capolavoro dell’oreficeria sacra.


Fonte: www.discoverpistoia.it

La torre del campanile, costruito su di un’antica torre di origine longobarda, è divisa in tre ordini di loggette e provvisto di cella campanaria con tanto di cuspide, anche questa ricostruita più volte a causa di terremoti che flagellarono la città in epoca tardo-medievale. Riaperto ai visitatori nel 2012 e considerato uno dei più belli d’Italia, il campanile è alto 67 metri: raggiunto l’ultimo gradino, potrete ammirare l’intero centro storico e il paesaggio che incornicia nel verde la città.

Pistoia sotterranea

Rimasto in funzione dal XIII secolo fino a luglio 2013, oggi l’ospedale non è visitabile all’interno…ma lo sono i suoi sotterranei! Una guida di Pistoia Sotterranea vi condurrà alla scoperta di un volto inedito della città. Il letto del fiumiciattolo su cui l’ospedale fu edificato e oggi è percorribile grazie ai lavori di recupero e riqualificazione svolti dall’associazione a fine anni Novanta. Visitare i sotterranei sarà un viaggio suggestivo dentro la storia dell’Ospedale e dell’intera città.

Galleria-Pistoia-sotterranea_www.vivipistoia.it
Fonte: www.vivipistoia.it

Fortezza di Santa Barbara

La fortezza, sorta su un preesistente fortilizio medievale costruito dai fiorentini nel 1331 e distrutto dai pistoiesi per rappresaglia nel 1343, conserva la grande torre e solo alcune tracce dell’antica struttura. Realizzata per volere di Cosimo I de’ Medici, aveva l’obiettivo di porre fine alle velleità guerresche dei pistoiesi piuttosto che alle minacce esterne. Il nucleo centrale venne ampliato da Bernardo Buontalenti che la collegò con un nuovo baluardo alle mura cittadine. Fu poi disarmata dal Granduca Pietro Leopoldo nel 1774, dopo aver sostenuto in tutta la sua storia un solo assedio, quello del 1643, quando le truppe dei Barberini attaccarono la città e furono respinte. Nei decenni successivi è stata utilizzata come caserma, carcere militare, distretto. Al suo interno i tedeschi nel 1944 fucilarono quattro giovani pistoiesi.

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Fonte: www.discoverpistoia.it

Dove mangiare

Le vie di Pistoia brulicano di numerose osterie e locande nelle vie intorno la Sala, ognuna a suo modo emblema della tradizione culinaria pistoiese. Tra queste, abbiamo provato la Locanda del Capitano del Popolo, luogo tanto folkoristico quanto ricco di sapore! Al suo interno tra tombe e piatti del luogo, c’è l’imbarazzo della scelta per esplorare la cucina pistoiese, come ad esempio il piatto del carcerato.

Il piatto del Carcerato

Si tratta di un piatto medievale nato nelle vicinanze del Tribunale di San Mercuriale, un tempo carcere della città, di fronte all’Ospedale del Ceppo dove prima passava il torrente Brana. Secondo la leggenda i macellai della zona gettavano nel torrente le interiora della lavorazione dei vitelli (trippa, lampredotto, budelle…). I carcerati, alimentati a acqua e pane, vedendo gli scarti nel torrente ebbero l’intuizione di chiedere alle autorità queste rigaglie per farne il proprio pasto, unendole al pane e ad altre verdure. Il piatto si diffuse in tutta la città, anche se per un lungo periodo se ne sono perse le tracce a causa della lunghissima preparazione (8-12 ore) e la difficoltà di cucinarlo.

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Fonte: www.coscinadipollo.blogspot.it

Aspettate un attimo, ma Empoli potrebbe mai diventare Capitale Italiana della Cultura? noi ce lo siamo già chiesti qui. Chissà…

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Chi ha scritto il post

Brenda Gatta

Laureata in Comunicazione Media e Giornalismo all'Università di Firenze e specializzata alla London School of Journalism, mi occupo di comunicazione e travel writing. Amo la fotografia, dal selfie al cavalletto e senza filtri, ad eccezione del bianco e nero. Mi piace la pioggia, l'odore dei libri nuovi e ho una chitarra, che prima o poi imparerò a suonare. Nel frattempo ascolto i Beatles, leggo fumetti, guardo film imprevedibili e mi perdo nelle mostre d'arte in cerca di ispirazione.