A 23 anni ancora da compiere può vantare la conquista di trofei che le sue colleghe più “agée” perseguono ancora nei loro sogni più ricorrenti:

–      vittoria del campionato europeo con la nazionale italiana juniores;
–      vittoria del campionato del mondo (sempre con la nazionale juniores);
–      1 scudetto, 1 coppa Italia ed 1 Coppa CEV (campionato europeo per club) con la formazione volley di Busto Arsizio;
–      1 promozione in serie A1 con l’Azzurra Volley San Casciano.

La maggioranza dei giovani atleti professionisti si sentirebbe già appagata, con la “pancia piena” sportivamente parlando, ma lei sa che le soddisfazioni che può togliersi sono ancora innumerevoli…e la voglia di girare il mondo con un pallone in mano arde nei suoi occhi come una fiamma inestinguibile.

silvia-lotti-pallavolo

Photo Credits: www.lanazione.it

Silvia Lotti, Samminiatese DOC e pallavolista di professione, si è concessa ai nostri microfoni – pardon – microfono (è tempo di crisi per tutti, figuriamoci per noi poveri derelitti!) con la sua solita simpatia e disponibilità…e noi abbiamo colto la palla al balzo, in tutti i sensi, per scambiare qualche parola a 360 gradi.

Ciao Silvia ed un caloroso benvenuto da tutta la redazione di EdiEmpoli!

Grazie a voi per l’invito.

Allora Silvia, a 17 anni hai compiuto la prima esperienza pallavolistica lontano da casa, trasferendoti a Verona. Quanto ti è servito per la tua crescita sia da un punto di vista professionale che umano?

L’esperienza di Verona mi ha permesso una crescita importante sotto entrambi i punti di vista, ma in modo particolare credo che sia l’aspetto umano che riceve i mutamenti più significativi: purtroppo (o per fortuna dipende dai punti di vista) quando sei da solo in una città lontana devi imparare a gestire tutte quelle sfaccettature della quotidianità che normalmente, a 17 anni, vengono sbrigate dai propri genitori.
E’ inevitabile che in qualche modo devi cavartela!

Cosa ti è mancato di più del tuo territorio, della tua San Miniato…per favore non mi dire il tartufo!

(ndr ride) Posso dire la Rocca di Federico allora?! Ovviamente in primis la mia famiglia, poi tutti i miei amici ed i compagni con cui condividevo ogni mio giorno, dalla scuola al tempo libero.

Gli sportivi, molto spesso, hanno personalità molto differenti, sia in campo che fuori. Ti descriveresti come una leader?

Devo dire la verità, in fondo mi sento un po’ una leader, credo sia una delle caratteristiche distintive del mio carattere, della mia indole. Sia all’interno del campo da giuoco che fuori, cerco sempre di essere quella persona che riesce a “trascinare” le proprie compagne.

Silvia Tosti (Perugia) attacca Silvia Lotti (San Casciano) muro

Photo Credits: www.wealthplanet.it

Un tuo idolo?

Da un punto di vista prettamente sportivo è inevitabile nominare lei, Francesca Piccinini. Un amarcord intramontabile! Nella vita di tutti i giorni vorrei però nominare una mia vecchia compagna di squadra conosciuta alla mia prima esperienza in serie A: Alessandra Fratoni; lei era una delle “senior” del gruppo, io la ragazzina appena arrivata in un mondo del tutto nuovo. É stata un riferimento fondamentale per il mio inserimento, non solo nella vita di spogliatoio, ma con i suoi insegnamenti nella quotidianità.

Ma andiamo sul banale…cosa rappresenta per te la pallavolo?

Una passione, senza ombra di dubbio; l’amore per questo sport è il motore che ti spinge ogni giorno ad allenarti con costanza, spingendoti a raggiungere livelli ed obiettivi sempre più alti.

Inutile nascondere che ho avuto la possibilità e la fortuna che questa sia diventata anche la mia professione, ma dopo solo una settimana di vacanza (e fidatevi, ogni tanto non vediamo l’ora di staccare la spina!) non resisto al pensiero di rimettere piede in palestra il più in fretta possibile.

Un fondamentale tecnico su cui ti senti di dover migliorare?

Magari ce ne fosse solo uno! (ride). Se proprio devo citarne uno in particolare, direi la seconda linea, dato il ruolo che ricopro in campo. 

Prepariamo la valigia per la trasferta…cosa non può assolutamente mancare?

Assolutamente uno spazio per trucchi e prodotti per la cura del corpo, come faccio a dimenticarli a casa?! E naturalmente ginocchiere ed il resto del materiale sportivo per la gara…altrimenti scatta inesorabile la multa.

Sportivi ed allenatori sono i personaggi più scaramantici del mondo dello sport. Spargimenti di sale in zone del campo, esecuzione di balli e gesti incomprensibili prima della gara e tanto altro ancora. Hai anche tu qualche portafortuna o rito particolare prima di un match?

Ad essere sincera non ho rituali scaramantici prima della partita, tuttavia ho un laccino nero che indosso ad ogni partita. Le rarissime volte che mi sono dimenticata di portarlo, ho vissuto attimi di puro terrore (ride)!

Domanda spigolosa…ti ha emozionato di più un “triplete” con la formazione di Busto Arsizio, anche se con minor spazio, oppure la promozione di questa stagione in A1 vissuta a San Casciano da protagonista?

Non lo nascondo, vivere una promozione dal campo, sudandola punto a punto fino alla fine è un’emozione unica; inoltre, il fatto di aver giocato la partita decisiva a Santa Croce sull’Arno, a pochissimi chilometri da casa mia, mi ha permesso letteralmente di dare l’anima per riuscire a raggiungere il traguardo tanto agognato. Le emozioni vissute a Busto Arsizio in A1, comunque, rimangono anch’esse irripetibili.

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Photo Credits: www.slyvi-tstorage.s3.amazonaws.com

Se non fossi diventata una pallavolista di professione, come ti saresti vista nella vita?

Mah, difficile dirlo perché ho sempre cercato di fare di questo sport il mio obiettivo.
Molto probabilmente mi sarei iscritta all’università, mi hanno sempre attratto in modo particolare due ambiti non proprio similari tra loro, come la facoltà di psicologia e la scuola Polimoda di Firenze.

Cara Silvia, sappiamo che hai moltissimi fans, soprattutto della sponda maschile. Il tuo fidanzato ideale deve essere necessariamente un pallavolista?

Il mio principe azzurro non ha una caratteristica specifica che lo contraddistingue, possiede però quel “fattore x” che mi strega, non saprei proprio come definirlo con precisione. Il fatto che sia uno sportivo obiettivamente mi aiuterebbe, in modo particolare sotto il punto di vista della comprensione su quello che è il mio mondo; riuscirebbe a comprendere le serate a casa a letto presto prima della gara, i fine settimana dove non ci sono e tutto quello che contorna la vita di uno sportivo di professione.

A proposito di questo, come si svolge la giornata tipo di una pallavolista?

Più o meno come quella di un normale atleta professionista: sveglia intorno alle 9:30-10 (buon per me che sono una dormigliona!) e la giornata viene rigorosamente scandita dagli allenamenti.
Verso le ore 11 seduta di pesi in palestra, pranzo leggero e qualche ora di riposo pomeridiano; a seguire allenamento serale sul campo, cena e dopo godiamo di un po’ di tempo libero,ma circa tre giorni prima della gara scatta l’inesorabile “coprifuoco”. Tutte a letto presto!

Dicci un tuo pregio ed un tuo difetto.

Un mio pregio direi la sincerità, anche se spesso rappresenta un’arma a doppio taglio, perché dico sempre quello che penso. Un difetto, beh, ce ne sono tanti, ma direi che sono una persona un po’ egoista…ma su questo ci sto lavorando!

Scorriamo la playlist prima della partita. Cosa ti ascolti a tutto volume?

A dirla tutta è una mezza tamarrata (si può dire, vero?!) ma il titolo della canzone è la fotografia delle emozioni che trasmette: “All I do is win”, artista Dj Khaled…ascoltare per credere! (ride).

Progetti per il futuro e sogno nel cassetto?

Il sogno non te lo dico nemmeno sotto tortura, altrimenti non si avvera! Ovviamente mi piacerebbe affermarmi come giocatrice di livello sia sul palcoscenico italiano che internazionale. Ho grande fame di vittorie. E poi chi lo può mai sapere, un giorno farei un pensierino pure alle Olimpiadi

Ancora grazie Silvia per il tempo concesso e la tua simpatia…adesso però è tempo di beach volley: dove ti possiamo venire a sfidare?

No ragazzi, beach volley proprio no, a livello di reattività ho visto bradipi migliori di me; se volete vincere a tutti i costi in spiaggia, evitate proprio di scegliermi (ride).

Vi ringrazio amici di EdiEmpoli per questa simpatica chiacchierata. Un grande saluto ed una buona estate a tutti voi!

Silvia Lotti su Wikipedia

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Chi ha scritto il post

Matteo Giuffrè

A dispetto del mio cognome, ho origini siciliane. Sanminiatese non praticante, pendolo tra ospedale e campi di calcio, a volte per lavoro. Da giovane ho fatto da stunt-man per Bugs Bunny in Space Jam ma ho poi abbandonato la carriera cinematografica dopo aver perso la parte di Christopher in "La ricerca della felicità" perché piastrato.