Il viaggio alla scoperta dell’Empolese Valdelsa fa tappa a Castelfiorentino, il paese della trippa.
Il borgo, costruito vicino all’intersezione tra la via Francigena e la Volterrana, è diventato nel corso dei secoli un luogo di ritrovo per i pellegrini diretti a Roma.

Qui, inoltre è stata scritta una pagina di grande importanza nella storia medievale della Toscana:
due mesi dopo la battaglia di Montaperti – definita da Dante Alighieri “lo strazio ed il grande scempio che fece l’Arbia colorata in rosso” – il 23 novembre 1260 Siena e Firenze firmarono a Castelfiorentino la pace.

Teatro del Popolo

Nel centro storico di Castelfiorentino è incastonato un vero e proprio gioiello architettonico: in piazza Gramsci si trova il Teatro del Popolo, l’unico teatro ottocentesco dell’Empolese Valdelsa, che presenta pianta a ferro di cavallo, platea e tre ordini di palchi, realizzato su progetto dell’ingegnere Gaetano Niccoli, fu inaugurato il 26 dicembre 1867 con la rappresentazione della Norma di Bellini. Per approfondire la storia del teatro, leggi qui.

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Foto:Studio Sound Service

Chiesa di San Francesco

Come è avvenuto per altre chiese e conventi della Valdelsa, anche questa è legata al passaggio di San Francesco, che a Castelfiorentino è avvenuto due volte, nel 1212 e nel 1221 (dove la tradizione vuole che fece visita a Santa Verdiana). La Chiesa fu collocata fuori dalle mura, lungo il tracciato a valle della Via Francigena, in prossimità del ponte sull’Elsa. Per molti secoli è rimasta collegata al centro urbano attraverso un piccolo ponte che passava sopra il Rio Vallone (detto ponte dei Frati), che solo durante il secolo scorso, dopo l’incanalamento sotterraneo del Rio, è stato demolito.

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Chiesa di Santa Verdiana

Costruita all’inizio del diciottesimo secolo, è uno dei pochi esempi di architettura barocca presenti in Valdelsa e sorge nel luogoio dove santa Verdiana trascorse gli ultimi suoi anni di vita (la navata mediana si scende a una cella sotterranea dove, secondo la tradizione, Santa Verdiana trascorse in ritiro trentaquattro anni).

Adiacente alla chiesa, si trova il Museo d’Arte Sacra, che raccoglie una buona parte delle opere, come dipinti dismessi dagli altari in seguito a ristrutturazioni o arredi donati alla santa in segno di devozione. Proprio per questa specificità il Museo è stato intitolato a Santa Verdiana, patrona di Castelfiorentino e simbolo della sua realtà territoriale.

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Museo Bego

Il museo castellano ospita due celebri tabernacoli di questo geni us loci: all’interno si trovano infatti
la Madonna della Tosse e la Madonna della Visitazione. Benozzo Gozzoli nacque a Firenze, probabilmente tra il 1420 e il 1421, in una casa in via del Fiore nel quartiere di Santo Spirito. A Castelfiorentino eseguì due delle opere  più importanti della sua produzione artistica, entrambe commissionate dal priore di Castelnuovo messer Grazia di Francesco. Durante la decorazione del tabernacolo della Visitazione, Benozzo eseguì con i figli un affresco anche nel Palazzo Comunale di Castelfiorentino.

Autoritratto Benozzo Gozzoli

Autoritratto Benozzo Gozzoli

La pieve dei Santi Ippolito e Biagio

Situata sulla cima della collina che sovrasta il centro urbano, la chiesa – inizialmente intitolata a San Biagio – nacque come oratorio all’interno del castello di Castelfiorentino. Le più antiche testimonianze su questa chiesa si ricavano da due iscrizioni nell’archivolto del portale destro e nella parte dell’abside, datati rispettivamente 1195 e 1204.

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Castello di Oliveto

La residenza un tempo della famiglia Pucci è un castello di altri tempi che secondo la tesi dell’esperto fiorentino di architettura Massimo Ricci fu progettato dal Brunelleschi. Qui abbiamo approfondito la tesi del professore fiorentino.

La Villa di Cambiano

La villa, nata dall’impianto medievale del castello di Cambiano, fu utilizzata come stazione postale da Cosimo I de’ Medici, mentre la famiglia dei Cambi si insediò agli inizi del XVI secolo fino al 1816. Dopo essere passata ai Pucci e poi ai Martelli, oggi è frazionata in più unità familiari. L’ esterno è decorato da decorazioni in pietra in corrispondenza degli ingressi, con un portale d’accesso, rialzato di alcuni gradini, che è contornato da bosse a bugnato. Invece  l’interno è decorato con affreschi in trompe l’oeil sulle pareti e sui soffitti, di gusto settecentesco rappresentanti scene agresti.

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Foto:Toscana nel Cuore

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Brenda Gatta

Laureata in Comunicazione Media e Giornalismo all'Università di Firenze e specializzata alla London School of Journalism, mi occupo di comunicazione e travel writing. Amo la fotografia, dal selfie al cavalletto e senza filtri, ad eccezione del bianco e nero. Mi piace la pioggia, l'odore dei libri nuovi e ho una chitarra, che prima o poi imparerò a suonare. Nel frattempo ascolto i Beatles, leggo fumetti, guardo film imprevedibili e mi perdo nelle mostre d'arte in cerca di ispirazione.