Nuova tappa nel viaggio di E di Empoli alla scoperta delle attrazioni “dietro l’angolo”. Questa volta il ciuchino blu sceglie Montelupo Fiorentino, una perla che rappresenta a pieno la “toscanità”, tra arte e gusto.

Museo della Ceramica

(Piazza Vittorio Veneto,10 – www.museomontelupo.it – 057151352)

Cominciamo a esplorare il paese della ceramica proprio dal museo che esplora questa arte proponendo differenti percorsi tematici. Al piano terreno si trova una ricostruzione evocativa del cosiddetto “pozzo dei lavatoi”, con il percorso che ripercorre la storia della ceramica di Montelupo. Dalla sala successiva iniziano le collezioni, tra maioliche che si collocano tra la fine del Duecento e la metà del Quattrocento. La grande stagione del primo periodo rinascimentale è rappresentata dal vassoio detto “il rosso di Montelupo”, uno dei capolavori della maiolica rinascimentale italiana.

Ceramiche-Montelupo-fiorentino

L’itinerario delle botteghe

Botteghe artistiche disseminate lungo Corso Garibaldi e nelle vie limitrofe rendono il centro storico un piccolo itinerario artistico. Passeggiando tra Corso Garibaldi, piazza della Libertà e via XX Settembre, si trovano le Ceramiche Marino, La Galleria Nuove Forme d’Arte e Le ceramiche del borgo (che è stata la prima realtà artistica nel centro storico del paese).

La fontana di Marco Dezzi Bardeschi

Con il progetto di pedonalizzazione del 1997, l’architetto Marco Dezzi Bardeschi progettò una fontana da collocare nel punto di maggiore larghezza di Corso Garibaldi. L’andamento della via suggerì di identificare metaforicamente Corso Garibaldi con il corso di un fiume: il pavimento in mosaico di pietra riproduce infatti, metaforicamente, l’andamento discendente del fiume Arno verso il ponte sulla Pesa. Nel mezzo, arenata e divisa, si trova una barca di pietra e ceramica, che ha lasciato dietro di sé una lunga scintillante scia. Sulla prora, c’è un Giano bifronte (divinità fluviale), che urlando da una parte e meditando dall’altra rivolge contemporaneamente un invito all’azione e alla riflessione.

Montelupo_ Marco Dezzi Bardeschi

Fontana-Montelupo

Casa Sinibaldi

Nella parte alta di Montelupo si trova la casa dove nel 1469 nacque e trascorse la sua giovinezza lo scultore ed architetto toscano Bartolomeo Sinibaldi, detto Baccio da Montelupo (chi era Baccio da Montelupo?).
L’edificio, di origini medievali, presenta i tratti tipici dell’architettura toscana medievale: gli archi in cotto, la facciata a mattoni. Invece le decorazioni in terracotta sono della fine del 1800.

Museo archeologico

(Via Santa Lucia 33 – www.museomontelupo.it – 0571541547)

Inaugurato nel 2007 nell’ex complesso di San Quirico e Santa Lucia, il museo archeologico è uno dei più importanti del suo genere a livello regionale per la quantità di reperti e per la diversificazione nel tipo di ricerca: infatti, sommando il materiale esposto con i pezzi in deposito si arriva a circa 3000 reperti, di diversa origine. E ci sono, addirittura, resti provenienti da oltre 160 stazioni preistoriche, i reperti protostorici degli insediamenti capannicoli del Valdarno, le prime tracce del popolamento e dei centri etruschi d’altura, la colonizzazione romana e le conseguenti, radicali trasformazioni impresse al territorio, la lunga transizione al Medioevo e la nascita dei nuovi insediamenti – le “terre murate” ed i castelli – che supportarono il miracolo della Firenze rinascimentale.

Villa dell’Ambrogiana

Non è una delle residenze medicee più celebri, eppure è una delle più maestose. L’aspetto della villa è uno dei più maestosi tra tutte le ville medicee: quattro solide torri con una loggia su ciascuna sommità, rialzate nel Settecento, sporgono dagli angoli del corpo principale, formato da quattro grandi ali che cingono un ampio cortile centrale quadrato. Il rivestimento a intonaco bianco è tipico delle ville toscane, così come i profili, le finestre e i portali inquadrati da cornici in pietra arenaria.

Fu Ferdinando I de’ Medici ad acquistarla nel 1573, trasformandola nel 1587 raddoppiando le torri, e divenne la dimora preferita di Cosimo III nel secolo successivo. Nel Settecento fu creato un ulteriore piano rialzato che rese la villa ancora più spettacolare. Nell’Ottocento, su iniziativa di Leopoldo II, fu trasformata in una casa di cura per le malattie mentali.

La villa è diventata negli ultimi anni dell’epoca lorenese un manicomio criminale e tale destinazione venne confermata dallo stato unitario. Il manicomio negli anni ha ospitato anche personaggi noti come gli anarchici Giovanni Passannante e Pietro Acciarito, accusati, in epoche diverse, di tentato regicidio e il bandito sardo Graziano Mesina.

Montelupo-Fiorentino-Paesi online
L’Opg doveva già essere chiuso nella primavera del 2015. Quale sarà la prossima pagina nella storia della villa medicea?

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Chi ha scritto il post

Brenda Gatta

Laureata in Comunicazione Media e Giornalismo all'Università di Firenze e specializzata alla London School of Journalism, mi occupo di comunicazione e travel writing. Amo la fotografia, dal selfie al cavalletto e senza filtri, ad eccezione del bianco e nero. Mi piace la pioggia, l'odore dei libri nuovi e ho una chitarra, che prima o poi imparerò a suonare. Nel frattempo ascolto i Beatles, leggo fumetti, guardo film imprevedibili e mi perdo nelle mostre d'arte in cerca di ispirazione.