Il viaggio di E di Empoli alla scoperta del territorio continua per fare tappa a Montopoli in Val d’Arno. Il borgo, definito dal Boccaccio “castello insigne” per la sua imponente fortificazione, fu conteso fra Pisa e Firenze fino alla famosa Battaglia di San Romano nel 1432, immortalata da Paolo Uccello nell’omonimo trittico. I tre pannelli oggi sono divisi in tre musei: uno agli Uffizi, uno al Louvre e uno alla National Gallery.

Niccolò Marauzi da Tolentino, La Battaglia di San Romano (1438 - 1440 circa) National Gallery, London Niccolò Marauzi da Tolentino, La Battaglia di San Romano (1438 – 1440 circa) National Gallery, London

Poggio di Rocca

Sulla cima del colle Montopoli, si trova il parco archeologico di Poggio di Rocca, dove dal 1993 sono state portate alla luce antiche strutture con funzioni diverse. Nella prima metà del XIV secolo, dopo il dominio fiorentino, qui fu costruita la torre di Barberia, distrutta nel 1944 dai tedeschi in ritirata e mai più ricostruita.

Torre di Barberia

L’arco e la torre di Castruccio

Sono i simboli del passato di Montopoli. Entrambe sono intitolate a Castruccio Castracani, ferito durante l’assedio di Montopoli. L’arco faceva parte del castello, che venne demolito quando svanì la sua funzione militare.

Arco e torre di Castruccio.
Foto: Panoramio

La torre di San Matteo

La torre di San Matteo fu costruita nel 1431 da Neri Capponi, inviato dalla Repubblica Fiorentina per fortificare la parte occidentale del castello. Raggiungendo l’ultimo gradino si può vedere la valle dell’Arno dai monti pisani alle Alpi Apuane e all’Appennino pistoiese.

Torre di San Matteo

Il museo civico

Situato all’interno di Palazzo Guicciardini, il museo è diviso in diverse sezioni tematiche.
La sezione di archeologia antica conserva reperti etruschi, romani e altomedievali. Quella di archeologia e di arte dell’età medievale e moderna è dedicata agli scavi della rocca di Montopoli, a frammenti lapidei, agli affreschi e arredi liturgici di provenienza locale, mentre nella sezione ceramica sono esposte le terracotte artistiche di Dante Milani. Infine, la sezione paleontologica con  resti fossili del gruppo archeologico locale “Isidoro Falchi” e quella dedicata all’arte contemporanea locale.

Museo civico

La Pieve dei Santi Giovanni Evangelista e Stefano

La Pieve nasce da una cappella, la cui esistenza è attestata dal 1260, che fu poi ingrandita nel Trecento. Fu ripetutamente depredata degli arredi sacri: ad esempio nel 1529 fu saccheggiata dalle truppe spagnole, che con le loro artiglierie danneggiarono anche il campanile.

Pieve-Montopoli

Un tuffo nel passato…

La seconda domenica di settembre, il Medioevo torna a Montopoli da ben quarant’anni. I gruppi di sbandieratori sfilano per le vie annunciando la Disfida con l’arco – ispirata dalla divisione del borgo in due popoli, indotta dal Podestà Jacopo degli Albizi nel 1412 – dove gli arcieri si contendono il Drappo del vincitore.

Rievocazione medievale-montopoli

Disfida-arco-montopoli
Foto: Pro Loco Montopoli

La curiosità

La parola Montopoli è attestata fin dall’anno 1138 come Monte Topoli. Nel 1180 diventa Montetopali, nel 1272 Montetopari. Il toponimo deriva da monte e dall’antroponimo germanico Teupo, a cui è stato aggiunto un suffisso latino -ulus. Il nome è stato legato alla figura della talpa o del topo. Tanto che nello stemma del borgo ci sono due topi rampanti.

Stemma

 

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Brenda Gatta

Laureata in Comunicazione Media e Giornalismo all'Università di Firenze e specializzata alla London School of Journalism, mi occupo di comunicazione e travel writing. Amo la fotografia, dal selfie al cavalletto e senza filtri, ad eccezione del bianco e nero. Mi piace la pioggia, l'odore dei libri nuovi e ho una chitarra, che prima o poi imparerò a suonare. Nel frattempo ascolto i Beatles, leggo fumetti, guardo film imprevedibili e mi perdo nelle mostre d'arte in cerca di ispirazione.