La 5th ave di Empoli e dintorni. Da Empoli a Volterra il tragitto è breve.

Certo non sarà piena di negozi e firme mondiali, di caffetterie o quant’altro, ma è comunque una delle vie più lunghe del circondario, che nel corso del tempo si è creata il suo piccolo vanto.

Via Salaiola,che oggi si estende da Corniola a Montrappoli per arrivare poi a Fontanella, un tempo collegava Empoli alle saline di Volterra e per questo veniva considerata la “Via Maestra“: l’edificio del magazzino del sale si trovava in Via Ridolfi e a seguito di importanti interventi di restauro, oggi ospita il Museo del Vetro di Empoli.

“Salaiola”, come facilmente comprensibile, deriva dal salgemma che transitava dal volterrano fino ad Empoli e comprendeva nello specifico: Via dei Cappuccini – Via Salaiola – Chiesa e cimitero dei Cappuccini – Chiesa e ville di Corniola – Villa Castellani – Chiesa di San Giusto – Castagneto – Terraio – Torre Montepaldi – Monterappoli – Pieve – Fontanella – Sant’Andrea – Molin Nuovo.

Lungo la via, in località San Giusto, si trova la Villa Castellani, la cui costruzione risale all’Ottocento quando fu deciso di unire due (già esistenti) case coloniche. Suggestiva è la vista dal retro della villa, dove si distende tutta la pianura empolese. Dettaglio interessante che forse non tutti sanno: durante l’ultima guerra, proprio nella Villa Castellani fu allestito un ospedale provvisorio!

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Proseguendo per la “Via Maestra” si incontra una delle residenze signorili più antiche delle nostre campagne; la villa “Il Terraio” fu infatti costruita dalla famiglia de Cerchi agli inizi del Cinquecento, la quale dette vita ad una fiorente azienda agricola. Nel ‘700 la proprietà passò ai Bini. L’ingresso della villa “Il Terraio” è possibile da due punti della via Salaiola: il primo alle porte di Monterappoli, l’altro in corrispondenza del Tabernacolo seicentesco che raffigura la “Beata Umiliana de’ Cerchi”, che il pittore Gino Terreni realizzò in sostituzione della precedente immagine, ormai illeggibile.

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Uscendo per un attimo dalla via principale, imboccando via Maremmana, è visibile un’antica torre di avvistamento: “il Torrino di Montepaldi”. Tornando sulla via Salaiola, si scopre essere anche Via Centrale: tale appellativo le fu in passato affibbiato dagli abitanti di Monterappoli, in quanto la via attraversa tutto il centro del paese. Il “Castello di Monterappoli” fu sede di un’autorità comunale che ebbe regole proprie, solo dopo divenne “borgo di strada” lungo l’importante e trafficata via, conservando però una vocazione agricola, grazie anche alle campagne che lo circondano. Castello? Si! Sembra che, nel lontano 1191, i conti Guidi Montepaldi (da qui “il Torrino di Montepaldi”) vi si stabilirono per la prima volta utilizzando il borgo montrappolese come sede di una corte-feudo; sembra inoltre che il nome derivi probabilmente da un longobardo, certo sig. Ratpaldus, da cui Mons-Ratpaldi, Monte-rappoli. E pensare che, da piccola, chiedendomi cosa cavolo potessero essere i -rappoli, li avessi “prontamente” associati ai grappoli d’uva!

Ad ogni modo, nell’antico borgo di Ratpaldus (o dei grappoli d’uva, scegliete voi come vi piace di più), si incontrano anche la chiesa di San Lorenzo, il Palazzo Orlandini, gli oratori di Sant’Antonio e San Pietro in Castro.

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Usciti poi dal centro, sempre lungo la via Salaiola, si arriva alla pieve di San Giovanni Evangelista. Proseguendo, si raggiunge Fontanella, piccolo borgo della Val d’Elsa sull’antico tracciato della via Francigena, oggi SS429.

Non sarà New York, ma una bella passeggiata domenicale la merita, no?!

 
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Sara Pasquinucci

Neolaureata in scienze politiche (comunicazione media e giornalismo), ancora studentessa in cerca di speranze per il futuro, cameriera nel weekend. Mi piace leggere, scrivere, guardare film, bere e mangiare. Non resisto senza viaggiare, almeno un aereo l'anno è d'obbligo.