Nascosta tra le case di Fibbiana, c’è Villa Mannelli, antica dimora della potente famiglia toscana, da cui la residenza d’epoca prende il nome. Dopo la ristrutturazione negli anni Duemila, la villa è stata divisa in una serie di piccoli e grandi appartamenti e non è pertanto aperta al pubblico.

La Villa

La villa si trova vicino alle rive dell’Arno, immersa nella quiete della frazione montelupina, a pochi minuti dal centro di Empoli. Le prime notizie sulla villa risalgono alla fine del XVI secolo e la descrivono come la residenza della famiglia Mannelli, che aveva in quel tempo una notevole influenza su tutta la zona. La traccia più evidente dei Mannelli è sulla facciata, dove campeggia lo stemma: tre spade incrociate alle quali fu successivamente aggiunto il simbolo della scala, della famiglia dei Galilei e quello dei Riccardi in seguito a vicissitudini ereditarie. Il retro della villa invece è di ispirazione settecentesca.

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La famiglia Mannelli

Tra le famiglie più in vista nel Medioevo fiorentino, c’era questa famiglia originaria di Fibbiana che passò nel giro di un secolo dall’essere composta da piccoli proprietari contadini ad essere una grande famiglia cittadina. Dopo essersi sostituita, probabilmente già a partire dalla fine del XIII secolo, ai conti di Capraia nel controllo della proprietà fondiaria, i Mannelli si trasferirono a Firenze nel corso del secolo successivo, entrando nel novero delle grandi famiglie.

Il giardino

Il giardino, al pari della villa, è un vero incanto. C’è un roseto, un canneto di bambù, un piccolo labirinto – molto più semplice di quello di Alice nel Paese delle Meraviglie – e anche un cedro libanese secolare.

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La cappella

Dedicata a San Gaetano di Thiene, fu fatta costruire dalla famiglia dei Mannelli nel 1697. È un’aula rettangolare decorata dal pittore Gaetano Gucci tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo. Dietro l’abside vi sono i sepolcri dei Mannelli e nella parte superiore le “gelosie”, con grate e tendaggi, da cui i nobili assistevano alle funzioni senza essere scorti. Una delle principali particolarità della struttura è l’ingresso: nonostante si trattasse di una cappella privata i Mannelli la vollero rivolta verso il paese in modo che il popolo potesse partecipare alle funzioni.

 

Fonti della ricerca:
www.montelupowalk.wordpress.com
www.toscananelcuore.it

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Brenda Gatta

Laureata in Comunicazione Media e Giornalismo all'Università di Firenze e specializzata alla London School of Journalism, mi occupo di comunicazione e travel writing. Amo la fotografia, dal selfie al cavalletto e senza filtri, ad eccezione del bianco e nero. Mi piace la pioggia, l'odore dei libri nuovi e ho una chitarra, che prima o poi imparerò a suonare. Nel frattempo ascolto i Beatles, leggo fumetti, guardo film imprevedibili e mi perdo nelle mostre d'arte in cerca di ispirazione.